Qualche settimana fa, avevo proposto un articolo, ripreso da un altro blog, nel quale si ipotizzava che l'aggressione a Berlusconi avvenuta a Milano fosse stata orchestrata a tavolino come un evento mediatico per spostare l'attenzione dalle sconvolgenti rivelazioni del pentito Spatuzza (che nel frattempo sono state considerate attendibili), viste le numerose incongruenze e le modalità assai particolari con cui uno dei cameramen, le persone della scorta e lo stesso Silvio Berlusconi, agirono quel giorno. E non solo.
Vi propongo dunque, nel caso non l'abbiate ancora visionato, un ottimo video che sintetizza il tutto. Buona visione e tenetevi forte!
La polemica iniziata con la pubblicazione sul nostro sito, di un articolo sulla possibile origine artificiale del terremoto in Haiti, ha bisogno di alcuni chiarimenti.
Sì, l'arma sismica esiste e gli Stati Uniti la posseggono, e non sono i soli.
Sì, le forze statunitensi sono state pre-posizionate per uno spiegamento militare sull'isola. Non è sufficiente per trarne delle conclusioni, ma vale la pena di rifletterci su.
Non vale la pena di prendere posizione per questo. Semplicemente, fedeli al nostro metodo, anche se spesso frainteso, riteniamo che non possiamo comprendere le relazioni internazionali solo studiando le opinioni dei leader mondiali. Il conformismo generalizzato, ha fatto sì che, quando noi facciamo un resoconto delle discussioni a Washington, nessuno è shoccato, ma quando riportiamo le opinioni dei paesi Non Allineati, in Europa assistiamo ad una vera e propria insurrezione.
È come se gli europei pensino, a priori, che solo le problematiche "occidentali" siano pertinenti mentre le altre sono aberranti.
Uno dei nostri collaboratori ha cercato di rintracciare l'origine della notizia secondo la quale il terremoto di Haiti potrebbe essere artificiale. Egli ha espresso la preoccupazione che si possa trattare di una pura e sempliceintox(una notizia tendenziosa) diffusa da un certo David Booth (alias Sorcha Faal) che si sarebbe propagata fra gli ambienti governativi mondiali. In definitiva, non sappiamo con certezza chi sia la fonte originaria, ma sappiamo che la questione è discussa al più alto livello in diversi Stati, in America Latina, Europa dell'Est e Asia.
In veste di responsabile della pubblicazione del Réseau Voltaire, ho deciso di indagare e di tradurre la notizia di ViveTV, che era stata pubblicata sotto forma di comunicato sul sito web del ministero dell'Informazione del Venezuela, e di pubblicarla con il video di Russia Today, accompagnata da una osservazione preliminare: "Sorprendentemente, la fonte TV venezuelana, indica come origine delle sue accuse l'esercito russo, mentre la televisione russa attribuisce le tesse accuse al Presidente Chavez."
Mentre questi particolari sono stati ripresi fedelmente da molti giornali, compreso in Medio Oriente, essi sono stati falsati dalla stampa atlantista, basandosi sull'articolo di Sorcha Faal. Costui ha estratto passaggi del testo di ViveTV, e le ha attribuite al presidente Chavez. Quella che era un'ipotesi di lavoro è divenuta una posizione del governo.
Alcuni di questi giornali sono andati anche oltre, inventando completamente il contesto in cui il presidente venezuelano si sarebbe espresso, al fine di concludere che il presidente e il suo pubblico sono affetti da delirio acuto anti-americano, e la Rete Voltaire condivide la stessa patologia.
Non ci lasciamo intimidire da questa manipolazione e approfondiamo questa ipotesi.
Che sappiamo dell'arma sismica al giorno d'oggi?
Durante la Seconda Guerra Mondiale alcuni scienziati neozelandesi hanno cercato di sviluppare una macchina per generare tsunami per poterla utilizzare contro il Giappone. Le ricerche furono dirette dall'australiano Thomas Leech dell'Università di Auckland, sotto il nome in codice « Projet Seal ». Diverse esperienze, su scala ridotta, furono realizzate tra 1944-1945 a Whangaparaoa, con successo.
Gli Stati Uniti consideravano questo programma promettente come il « Manhattan Project» per la fabbricazione della bomba atomica. Essi nominarono il Dr. Karl T. Compton per creare un collegamento fra queste due unità di ricerca. Compton fu il presidente del MIT (Massachusetts Institute of Technology). Egli aveva già assunto molti scienziati per lo sforzo bellico ed era una delle otto persone che avevano il compito di consigliare il presidente Truman per l'utilizzo della bomba atomica. Egli pensava che avrebbe potuto fornire l'energia necessaria al team di Leech per scatenare tsunami di maggiori dimensioni.
Il lavoro di Thomas Leech continuarono durante la Guerra Fredda. Nel 1947, il re Giorgio VI nominò lo scienziato Cavaliere dell'Impero Britannico come ricompensa per aver sviluppato una nuova arma.
Il Projet Seal è ancora un segreto militare, e non fu rivelato all'epoca di questa onorificenza. Successivamente, i servizi segreti americani si sono dati da fare per far credere che queste ricerche non fossero mai esistite e che tutto questo non fosse che un artificio per impressionare i sovietici.
Tuttavia, l'autenticità dei test di Leech è confermata nel 1999, quando una parte della documentazione è stata declassificata dal Ministero degli Affari Esteri della Nuova Zelanda. Al giorno d'oggi, gli studi sono stati ripresi ufficialmente presso l'Università di Waikato. [2]
Non sappiamo se le ricerche anglosassoni sono continuate durante gli anni '60, ma esse sono state riprese per forza di cose quando fu deciso di abbandonare i test nucleari nell'atmosfera a profitto dei test sottomarini. Gli Stati Uniti temevano di provocare involontariamente terremoti e tsunami. Dunque, volevano saperlo fare a comando.
Ufficialmente, alla fine della guerra del Vietnam, gli Stati Uniti e l'Unione Sovietica hanno rinunciato alle guerre ambientali (terremoti, tsunami, sconvolgimento dell'equilibrio ecologico di una regione, modificazioni delle condizioni atmosferiche, delle nuvolosità, delle precipitazioni, cicloni e tornadi, modificazione delle condizioni climatiche, delle correnti oceaniche, dello strato di ozono o della ionosfera) con la firma della « Convenzione sul divieto dell'uso di tecniche di modifica dell'ambiente a fini militari ed ad altro scopo ostile» (1976).
Tuttavia, dal 1975, l'Unione Sovietica ha inaugurato delle nuove ricerche sulla Magneto Idro Ddinamica (MHD). Si trattava di studiare la crosta terrestre e prevedere i terremoti. I sovietici studiarono la possibilità di provocare piccoli terremoti per evitare quelli di grandi dimensioni. Queste ricerche furono rapidamente militarizzate e portarono alla realizzazione di Pamir, la macchina per generare terremoti.
Durante lo smantellamento dell'URSS, i responsabili di questo programma decisero, per avidità, di passare "armi e bagagli" negli Stati Uniti, ma la loro ricerca era incompleta e il Pentagono rifiutò di pagare. Nel 1995, durante il governo di Boris Yeltsin e dell'oligarca Viktor Chernomyrdin, l'US Air Force reclutò i ricercatori russi e i loro laboratori di Nizhny Novgorod. Fu costruita una macchina molto più potente, Pamir 3, che fu testata con successo. Il Pentagono allora comprò uomini e attrezzature e li trasferì negli USA, dove furono integrati nel programma HAARP.
Delle possibili utilizzazioni dell'arma sismica sono state subodorate nel corso degli ultimi anni, in particolare in Algeria e in Turchia. Tuttavia, il caso più discusso è stato il terremoto nel Sichuan (Cina), 12 maggio 2008. Durante i 30 minuti prima del terremoto, gli abitanti della regione hanno osservato colori insoliti nel cielo. Se alcuni vedono in questi eventi segni del Cielo che vuol privare della sua fiducia il Partito comunista, altri lo interpretano in modo più razionale. L'energia utilizzata per provocare il terremoto avrebbe allo stesso tempo provocato perturbazioni nella ionosfera. Nei mesi che seguirono, il web e i media cinesi diffusero e discussero questa ipotesi, ormai considerata certa dall'opinione pubblica cinese.
Nulla distingue un terremoto provocato da un terremoto naturale, ma non si possono provocare che terremoti superficiali come quello di Haiti.
Il dubbio nasce dalla reazione degli Stati Uniti. Mentre i media atlantisti si contentano di diffondere le polemiche sulla violazione della sovranità di Haiti, i media Latino americani si interrogato sul rapido dispiegamento dei GI: già dal primo giorno, più di 10 000 soldati e mercenari sono arrivati ad Haiti. Questo exploit logistico è facilmente spiegabile. Questi uomini erano già posizionati nel quadro di un addestramento militare. Agli ordini del comandante in seconda della SouthCom, il generale PK Keen, hanno partecipato ad una simulazione di un'operazione umanitaria ad Haiti dopo un uragano. Keen e la sua squadra era sul posto da qualche giorno.
Nel momento preciso del terremoto, erano tutti al sicuro nell'ambasciata degli Stati Uniti, costruita secondo le norme anti-sismiche, ad eccezione di due uomini che si trovavano nel Montana Hotel e sarebbero stati feriti. Il generale Keen ha rilasciato numerose interviste alla stampa statunitense, ed ha ha aumentato la copertura e la diffusione delle operazioni di soccorso. Egli ha spesso citato la sua presenza a Port-au-Prince, durante il terremoto, ma mai i motivi di tale presenza.
Tra gli obiettivi dell'addestramento militare figurava il test di un nuovo software che permetterebbe di coordinare gli sforzi umanitari delle ONG (Organizzazioni non Governative) e l'esercito. Pochi minuti dopo il disastro, il software è stato messo on-line e 280 ONG si sono registrate.
E' legittimo chiedersi se queste coincidenze sono o no casuali.
Analista politico francese, presiente e fondatore del Réseau Voltaire e della conferenza Axis for Peace. Pubblica ogni settimana delle cronache di politica straniera nella stampa araba e russa. Ultimo libro pubblicato: L’Effroyable imposture 2, ed. JP Bertand (2007), pubblicazioni in italiano: L'Incredibile Menzogna.
A conferma di quanto sopra riportato ricordo che il generale Fabio Mini autore dell’articolo Owning the weather ("Possedere il clima"), pubblicato sulla rivista Limes N. 6 del 2007 ha affermato quanto segue:
Nessuno può negare che, dopo Hiroshima e Nagasaki, ci siano state più di 1000 esplosioni nucleari nel sottosuolo terrestre, nella profondità degli oceani e persino nello spazio, esplosioni capaci di causare terremoti e tsunami, e altri disastri ambientali.
Creare un sisma o uno tsunami è dunque possibile. Sono cose vere, scientifiche, provate. Esistono linee di frattura e faglie assai evidenti e note sulla superficie terrestre. Ci sono mappe precise che rivelano i punti deboli e vulnerabili, sui quali è un giochino da ragazzi poter intervenire.
Non ho prove che ci sia stato un esperimento nucleare o convenzionale capace di provocare un determinato terremoto, ma sono abbastanza pessimista per non pensarlo. In 45 anni di carriera militare in giro per il mondo, ne ho viste di tutti i colori.
Negli anni 40, un professore israeliano-neozelandese faceva degli esperimenti in mare tra Nuova Zelanda e Australia, riuscendo a provocare delle onde anomale, dei piccoli tsunami. Lavorava in Australia per conto dell’Università di Auckland, ma i fondi dati a questo progetto erano gestiti dagli Stati Uniti e dalla Gran Bretagna.
Riguardo alla curiosa "coincidenza" della simulazione di un'operazione umanitaria ad Haiti da parte dell'esercito Statunitense è il caso di ricordare la simile "coincidenza" delle esercitazioni antiterrorismo a Londra ed a New York proprio nei giorni e nei luoghi degli attentati del 2007 e del 2001.
Sappiamo fin troppo bene ormai che quelle coincidenze furono in realtà congegnate allo scopo di perpetrare meglio degli auto-attentati che servirono come scusa per scatenare due nuove terribili guerre in Afghanistan ed Iraq con conseguente occupazione militare dei due paesi e contemporaneamente promulgare leggi "di emergenza" liberticide. Non è quindi difficile pensare che anche in questo caso la "coincidenza" corrisponda ad una manovra ben orchestrata per prendere possesso immediato dell'aeroporto della capitale haitiana e procedere all'occupazione militare del territorio.
Qualcuno forse penserà che non si può essere così malvagi da scatenare un terremoto artificiale, ma forse non ha preso coscienza del fenomeno delle scie chimiche o si è dimenticato di quello che è stato l'ultimo conflitto mondiale. Del resto l'organizzazione medici senza frontiere denuncia il fatto che aerei diretti ad Haiti e carichi di farmaci ed attrezzature mediche sono stati deviati altrove impossibilitando l'approviggionamento degli ospedali; ovviamente questi "disguidi" sono stati causati dai militari statunitensi che gestiscono l'aeroporto di Haiti. Difficile credere a semplici errori avvenuti per puro caso.
Del resto con l'uragano katrina è sucessa la stessa cosa (soccorsi arrivati con ritardi inaccettabili, migliaiai di persone assurdamente lasciate a morire di freddo fame e sete nel cuore della nazione più potente del mondo anche a causa di "errori" clamorosi dell'ente federale FEMA) e non diversamente è successo in occasioni di altre recenti catastrofi consimili.
Era da molto che desideravo trattare questo argomento, scrivendo un post come questo, che fungerà da apripista all'argomento più generico dell'influenza dei servizi segreti, italiani e stranieri, nella vita politica e nella cronaca (spesso nera) del nostro paese, a partire dagli anni '60 fino ad oggi. Il brano sotto è un estratto dal libro: LA STRAGE DI STATO - Controinchiesta, preceduto da una nota degli autori. A seguire troverete un filmato d'epoca, con un Gian Maria Volontè in grande spolvero che, coadiuvato da alcuni altri esponenti del mondo dello spettacolo (tra i quali il grande Renzo Montagnani), cercano di ricostruire la vicenda, partendo dai 3 differenti verbali della polizia relativi ai fatti di quel lontano, ma purtroppo sempre più attuale, 15 Dicembre 1969.
Questa controinchiesta - condotta da un gruppo di militanti della sinistra extra-parlamentare e iniziata nel periodo in cui, con il pretesto degli attentati dei 12 dicembre, si scatenava la caccia all'"estremista di sinistra" - non nasce da esigenze di legittima difesa: per denunciare "le disfunzioni dello stato democratico" o "la violazione dei diritti costituzionali dei cittadini". Sappiamo che questi diritti, quando esistono, sono riservati esclusivamente a chi accetta le regole del gioco imposto dai padroni: l'unanimismo dei servi o l'opposizione istituzionale dei falsi rivoluzionari. Per noi, "giustizia di classe" e "violenza di stato" non sono definizioni astratte o slogan propagandistici, ma giudizi acquisiti con l'esperienza: gli operai, i contadini, gli studenti, li verificano ogni giorno nelle fabbriche, nelle campagne, nelle scuole, nelle piazze e non soltanto nelle "situazioni di emergenza". La repressione preferiamo chiamarla rappresaglia. Essa rappresenta un parametro di incidenza rivoluzionaria: sappiamo che il sistema colpisce con tanta più virulenza quanto più i modi e gli obiettivi della lotta sono giusti, e che l'unica, vera, amnistia che conti, sarà promulgata il giorno in cui lo stato borghese verrà abbattuto. Per questo non ci stupisce ne' ci indigna il ricorso dei padroni alla strage e la trasformazione di 16 cadaveri in formula di governo; ne' che l'apparato ne copra le responsabilità con l'assassinio e con l'incarcerazione di innocenti. Lasciamo ai "democratici" il compito di scandalizzarsi, di chiedere accertamenti e indagini parlamentari, di gridare: "Questo non deve accadere! Qui non siamo in Cambogia" come se esistessero tanti imperialismi anziché uno solo, come se i sistemi che esso usa abitualmente in Asia, Africa, America Latina o in Medio Oriente, fossero privilegio esclusivo dei popoli di colore o sottosviluppati: inammissibili per un "paese di alta civiltà", come il nostro. Fin dall'inizio eravamo coscienti che non avremmo potuto fornire agli altri militanti molto di più di quanto essi già sapevano sulle responsabilità dirette e indirette che stanno dietro la strage di Milano. Prima ancora che i giornali progressisti definissero "oscuro suicidio" la morte di Giuseppe Pinelli, sui volantini alle fabbriche e all'Università, sui giornali rivoluzionari e sui muri delle città italiane, i colpevoli venivano indicati con nome e cognome. Quando i deputati della sinistra ufficiale denunciavano "l'oscura manovra reazionaria" rivolgendo appelli di unità antifascista a quegli stessi settori politici che di questa manovra, nient'affatto oscura, erano i gestori e i portavoce ufficiali, migliaia di militanti si scontravano in piazza con la polizia gridando esplicitamente i risuitati della loro analisi di classe. Il significato di questa contro-inchiesta, quindi, è quello di offrire ai compagni un modesto strumento di lavoro per l'approfondimento e la diffusione a livello popolare dell'analisi sullo stato borghese; perché, come ha detto Lenin prima di Gramsci, la verità è rivoluzionaria. Siamo convinti, nello stesso tempo, che essa fornisca la dimostrazione di quanto e meglio avrebbero potuto fare - se solo lo avessero voluto - le forze della sinistra istituzionale, politiche e sindacali. Le quali però non hanno voluto perché il farlo significava dimostrare che dietro le bombe di Milano e di Roma, dietro la morte di Giuseppe P¡nelli, esistono complicità che non lasciano spazi riformistici. L'abbiamo dedicata a due compagni: Giuseppe Pinelli e Ottorino Pesce. il primo, un operaio, è rimasto ucciso per predisposizione storica, come i suoi compagni che quasi ogni giorno muoiono nei cantieri e nelle fabbriche dei padroni; il secondo giacché aveva scelto di mettersi dalla parte degli sfruttati anziché degli sfruttatori, pretendendo di rifiutare il ruolo sociale che gli era stato assegnato. Lo ha fatto dichiarando - proprio quando la sinistra ufficiale assisteva pressoché impassibile alla caccia all'"anarchico" e al "maoista" che la giustizia italiana è una giustizia di classe: la stampa "indipendente" lo ha linciato, i magistrati "progressisti" lo hanno invitato alla prudenza e al tatticismo. morto d'infarto il 6 gennaio 1970.
Un gruppo di militanti della sinistra extra-parlamentare 13 dicembre 1969-13 maggio 1970
Come' e' morto Giuseppe Pinelli
E' circa la mezzanotte di lunedi' 15 dicembre 1969. Un uomo discende lentamente lo scalone principale della questura di milano. Giunto nell' atrio dell' ingresso principale di via Fatebenefratelli si ferma un momento, accende una sigaretta. E' indeciso se uscire, andarsene a casa, oppure rimenere ancora qualche minuto, fare un'attimo il giro negli uffici della squadra mobile che stanno li' di fronte a lui, dall'altra parte del cortile. Sono giornate faticose queste per i cronisti milanesi e lui in particolare si sente stanco, avvilito: si sa gia' che nella mattina e' stato arrestato un'anarchico di nome Valpreda; c'entrera' davvero con le bombe di Piazza Fontana? E poi nelle camere di sicurezza della questura, nelle stanze al quarto piano dell' ufficio politico ci sono ancora almeno un centinaio tra anarchici e giovani della sinistra extraparlamentare che da tre giorni, dal venerdi' delle bombe, sono sottoposti a continui interrogatori.
L'uomo, Aldo Palumbo, cronista dell'Unita' di Milano, muove i primi passi per attraversare il cortile. E sente un tonfo, poi altri due, ed e' un corpo che cade dall'alto, che batte sul primo cornicione del muro, rimbalza su quello sottostante e infine si schianta al suolo, per meta' sul selciato del cortile, per meta' sulla terra soffice dell' aiuola. Palumbo rimane paralizzato per qualche secondo al centro del cortile, poi si avvicina al corpo, ne distingue i contorni del viso. E subito corre a dare l'allarme, agli agenti della squadra mobile, agli altri cronisti che sono rimasti in sala stampa quando lui e' uscito.
La mattina dopo tutti i quotidiani escono a grossi titoli con la notizia del suicidio di Giuseppe Pinelli. Di questi giornali, quelli che al momento dell'incidente avevano il loro cronista in questura scrivono che il suicidio e' avvenuto a mezzanotte e tre minuti. Nei giorni seguenti, stranamente questo particolare del tempo viene modificato: prima lo si corregge a "circa mezzanotte", poi lo si sposta ancora indietro, sino ad arrivare ad un tempo ufficiale: "Pinelli e' morto alle ore undici e 57 minuti del lunedi' notte 15 dicembre".
Ai primi di Febbraio, dal'inchiesta condotta dalla magistratura trapela un particolare: la chiamata fatta quella notte dala questura di Milano al centralino telefonico dei vigili urbani per richiedere l'intervento di una autoambulanza, e' stata registrata da uno speciale apparecchio e quindi si puo' stabilire con certezza l'attimo esatto, che risulta essere mezzanotte e 58 secondi. Come a dire due minuti e due secondi prima della caduta di Pinelli, se si sta al tempo segnalato da tutti i giornalisti che erano in questura quella notte. Si e' trattato di una svista collettiva, e abbastanza clamorosa per gente abituata ad avere delle reazioni automatiche, professionali, quali il guardare per prima cosa l'orologio quando avviene un incidente del genere? E' n fatto pero' che nel frattempo sono successe due cose strane.
Qualche giorno dopo la morte di Giuseppe Pinelli, due agenti della squadra politica della questura si sono presentati al centralino telefonico dei vigili urbani per controllare il momento esatto di registrazione della chiamata. Cosa significa questo zelo del tutto gratuito dato che e' la magistratuta, e non la polizia, che si occupa del'inchiesta sulla morte di Pinelli? Perche' preoccuparsi tanto dell'orario di chiamata dell'ambulanza se le cose si sono svolte cosi' come sono state raccontate? La risposta potrebbe essere questa: la chiamata e stata fatta prima che Giuseppe Pinelli cadesse dalla finestra.
Verso i primi di gennaio il giornalista Aldo Palumbo, la prima persona che si e' avvicinata a Giuseppe Pinelli morente nel cortile della questura, trova la sua abitazione sottosopra. Qualcuno e' entrato, ha rovistato dappertutto, ha aperto cassetti, rovesciato mobili, frugato armadi. Ladri? Sarebbero ladri ben strani considerato che non hanno rubato ne le tredicimilalire che erano in una borsa, er che pure devono aver visto poiche' la borsa e' stata aperta, e neppure quei pochi gioielli nascosti in un'altra borsa, pure essa trovata aperta. Due quindi le ipotesi: o gli ignoti cercavano qualcosa, qualcosa collegato agli ultimi istanti in qui il giornalista fu ficino, e da solo, a Giuseppe Pinelli morente; oppure si e' trattato di un'avvertimento, un monito a tenere la bocca chiusa rivolto a chi, come Aldo Palumbo, poteva essere sospettato di sapere qualcosa, forse di aver sentito mormorare da Pinelli un nome, una frase.
Basterebbero questi primi, pochi elementi per formulare pesanti sospetti sulla versione dell' anarchico morto suicida. In realta' ce ne sono molti altri, e sono questi.
Pinelli cade letteralmente scivolando lungo il muro, tanto che rimbalza su ambedue gli stretti cornicioni sottostanti la finestra dell'ufficio politico; non si e' dato quindi nessuno slancio.
Cade senza un grido e i medici stabiliranno che le sue mani non presentano segni di escoriazione, non ha avuto cioe' nessuna reazione a livello istintivo, incontrollabile, nemeno quella di portare le mani a proteggersi durante la "scivolata".
La polizia fornisce nell'arco di un mese tre versioni contrastanti sulla meccanica del suicidio. La prima : quando Pinelli ha spalancato la finestra, abbiamo tentato di fermarlo ma sensa riuscirci. La seconda: quando Pinelli ha spalancato la finestra, abbiamo tentato di fermarlo e ci siamo parsialmente riusciti, nel senso che ne abbiamo fermato lo slancio: come dire, ecco perche' e' scivolato lungo il muro. Ma questa versione e' stata resa a posteriori, dopo cioe' che i giornali avevano fatto rilevare la stranezza della caduta. Infine l'ultima, la piu' credibile, fornita in "esclusiva" il 17 gennaio 1970 al Corriere della sera: quando Pinelli ha spalancato la finestra, abbiamo tentato di fermarlo ed uno dei sottouffuciali presenti, il brigadiere Vito Panessa, con un balzo "cerco' di afferrarlo e salvarlo; in mano gli rimase una scarpa del suicida" I giornalisti che sono accorsi nel cortile, subito dopo l'allarme lanciato da Aldo Palumbo, ricordavano benissimo che l'anarchico aveva ambedue le scarpe ai piedi.
Poi la polizia fornisce due versioni contrastanti anche sul movente anche sul movente del suicidio. Primo: Pinelli era coinvolto negli attentati, il suo alibi per il pomeriggio del 12 dicembre era crollato, e sentendosi ormai perduto ha scelto la soluzione estrema, gridando "E' la fine dell'anarchia". Seconda versione, fornita anche questa a posteriori, dopo che l'alibi era risultato assolutamente valido: Pinelli, innocente, bravo ragazzo, nessuno riesce a capacitarsi del suo gesto.
Dando questa seconda versione, la polizia afferma anche che la tragedia e' esposa nel corso di un'interrogatorio che si svolgeva in una atmosfera del tutto legittima, civile e tranquilla, con scambio di sigarette ed altre delicatezze del genere. L'anarchico Paquale Valitutti, uno dei tanti fermati che tra il venerdi' delle bombe ed il lunedi' successivo hanno riempito le camere di sicurezza della questura, ha fornito invece questa testimonianza: "Domenica pomeriggio ho parlato con Pino (Pinelli) e con Eliane, e Pino mi ha detto che gli facevano difficolta' per il suo alibi, del quale si mostrava sicurissimo. Mi anche detto di sentirsi perseguitato da Calabresi e di avere paura di perdere il posto alle ferrovie. Verso sera un funzionario si e' arrabbiato perche' parlavo con gli altri e mi ha fatto mettere nella segreteria che e' adiacente all'ufficio di Pagnozzi (un'altro commissario, come Calabresi, dell'ufficio politico: n.d.r.); ho avuto occasione di cogliere alcuni brani degli ordini che Pagnozzi lasciava ai suoi inferiori per la notte. Dai brani colti posso affermare che ha detto di riservare a Pinelli un trattamento speciale, di non farlo dormire e di tenerlo sotto pressione per tutta la notte. Di notte il Pinelli e' stato portato in un'altra stanza e la mattina mi ha detto di essere molto stanco, che non lo avevano fatto dormire e che continuavano a ripetergli che il suo alibi era falso, mi e' parso molto amareggiato. siamo rimasti tutto il giorno nella stessa stanza, quella dei caffe', ed abiamo potuto scambiare solo alcune frasi, comunque molto significative. Io gli ho detto "Pino, perche' ce l'hanno con noi?" e lui molto amareggiato mi ha detto: "si, ce l'hanno con me". Sempre nella stessa serata del lunedi' gli ho chiesto se avesse firmato dei verbali e lui mi ha risposto di no. verso le otto e' stato portato via e quando ho chiesto ad una guardia dove fosse , mi ha risposto che era andato a casa. Io pensavo che stesse per toccare a me di subire l'interrogatorio, certamente piu' pesante di quelli avvenuti fino ad allora: avevo questa precisa impressione.. dopo un po', verso le 11, 30 ho sentito dei rumori sospetti, come di una rissa ed ho pensato che Pinelli fosse ancora li e che lo stessero picchiando. Dopo un po' di tempo c'e' stato il cambio della guardia, cioe' la sostituzione del piantone di turno fino a mezzanotte. Poco dopo ho sentito come delle sedie smosse ed ho visto gente che correva nel corridoio verso l'uscita, gridando "si e' gettato". Alle mie domande hanno risposto che si era gettato il Pinelli: mi hanno ance detto che hanno cercato di trrattenerlo ma che non vi sono riusciti. Calabresi mi ha dettto che stavano parlando scherzosamente del Pietro Valpreda, facendomi chiaramente capire che era nella stanza nel momento in cui Pinelli casco'. Inoltre mi ha detto che Pinelli era un delinquente, aveva le mani in pasta dappertutto e sapeva molte cose degli attentati del 25 aprile. Queste cose mi sono state dette da Panessa e Calabresi mentre altri poliziotti mi tenevano fermo su una sedia pochi minuti dopo il fatto di Pinelli. Specifico inoltre che dalla posizione in cui mi trovavo potevo vedere con chiarezza il pezzo di corridoio che Calabresi avrebbe dovuto necessariamente percorrere per recarsi nello studio del dottor Allegra e che nei minuti precedenti il fatto (cioe' la stessa caduta di Pinelli n.d.r) Calabresi non e' assolutamente passato per quel pezzo di corridoio".
Dunque l'ultimo interrogatorio di Giuseppe Pinelli non e' stato cosi' tranquillo come si e' cercato di far credere, ed e' falso anche che al mom,ento della caduta il commissario aggiunto Luigi Calabresi non fosse presente nella stanza. Ma perche' queste menzogne? La risposta puo' essere trovata in un articolo pubblicato dal settimanale Vie Nuove nelle settimane seguenti.
"Quando l'anarchico fu trasportato nella sala di rianimazione del'ospedale Fatebenefratelli non era in condizioni di coscienza, aveva un polso abbastanza buono ma il respiro molto insufficiente, il che poteva essere provocato da ragioni organiche (cioe' il gran colpo del'impatto con il terreno o qualcosato) oppure psicologiche (cioe' lo stato di tensione precedente alla caduta, ma questa sembra un'eventualita' meno valida.) Il particolare che stupi' i medici fu che il corpo, almeno da un esame superficiale, non presentava nessuna lesione esterna ne perdeva sangue dalle orechie e dal naso, come avrebe dovuto essere se Pinelli avesse battuto violentemente la testa. Una constatazione, questa, che fa sorgere subito un'altra domanda in chi non ha mai voluto credere nella versione del suicidio: se e' vero, come sembra, che la necroscopia ha accertato una lesione bulbare all'altezza del collo, qale si sarebbe pututa produrre battendo al suolo il capo, come mai orecchie e naso non sanguinavano ne volto e testa non presentavano lesioni evidenti? Per logica si arriva quindi ad una seconda domanda: non e' possibile che quella lesione al collo fosse stata provocate prima della caduta? Come e da cosa non ci vuole molta fantasia per immaginarlo: sono ormai molti anni che nelle nostre scuole di polizia quella antica arte giapponese di colpirecol taglio della mano, nota come Karate'. Fossero stati interrogati, quei due medici (che hanno prestato cure a Pinelli morente n.d.r.) avrebbero pututo raccontare un'altro episodio. Quella notte del 16 dicebre, nell' atrio del Fatebenefratelli regnava una grande confusione. Si era trasferito tutto lo stato maggiore della polizia milanese, il questore Marcello Guida compreso. Ma la polizia era presente anche all'interno della sala di rianimazione dove i due medici tentavano invano di tenere in vita Giuseppe Pinelli, tranquillo, silenziose, non molto turbato dalla vista dell'operazione di intubazione orotracheale e di ventilazione con il pallone di Ambu' alla quale l'anarchico veniva sottoposto, un poliziotto inborghese, camicia e cravatta, baffetti neri e un distintivo all'occhiello della giacca, non si allontano' neanche per un attimo dal lettino dove Pinelli stava morendo, attento a raccogliere ogni suo rantolo(...) Chi gli ha dato l'ordine di entrare nella stanza compiendo un abuso di autorita' che non e' tollerato negli ospedali? E perche' e' entrato, cosa pensava o temeva che Pinelli potesse dire prima di morire?"
I risultati del'autopsia, dalla quale sono stati esclusi i periti di parte, non vengono resi noti. I due medici - Gilberto Bontani e Nazareno Fiorenzano- che hanno tentato di salvare Pinelli, solo il secondo, e solo molte settimane piu' tardi, e dietro istanza della moglie dell'anarchico, viene interrrogato dal procuratore Giuseppe Caizzi, il magistrato cui e' affidata che nel mese di maggio 1970 si concludera' con un sibillino verdetto di "morte accidentale" (non suicidio quindi, se la lingua italiana ha un senso. Ma allora la polizia ha mentito...).
Subito dopo che il dottor Nazareno Fiorenzano e' stato interrogato, nel palazzo di giustizia circola una voce secondo cui la polizia lo ha pesantemente "avvertito" che il caso Pinelli e' un caso da archiviare, e percio' e' meglio che non si ponga troppi interrogativi. Ma cosa puo' aver notato o capito il medico di guardia davanti al corpo di Pinelli morente?
La testimonianza che egli rilascia a un collega prima di essere interrogato dal magistrato e questa:
"1) Gli infermieri che raccolsero Pinelli ebbero l'impresione che fosse gia' morto.
2) il massagio cardiaco esterno fu praticato da un infermiere di nome Luciano.
3) solo eccezionalmente - e per lo piu' in vecchi dallo scheletro rigido - il massagio cardiaco puo' produrre incrinature alle costole.
4) da quando fu raccolto, e fino alla morte Pinelli non emise ne un lamento ne una parola.
5) quando Pinelli arrivo' al prontosoccorso del Fatebenefratelli, non aveva piu' polso, pressione e respirazione. Appariva decelebrato; ma il dottor Fiorenzano non ebbe l'impressione che la teca cranica fosse fratturata. Non perdeva sangue dagli occhi, dal naso, dalla bocca. Presentava anche abrasioni alle gambe. Lesione bulbare? Mani intatte.
7) Pinelli fu intubato, sottoposto a ventilazione artificiale ed altre pratiche di rianimazione. Riebbe polso polso e pressione. Respiro che confermerebbe lesione bulbare. Mancanza di riflessi ecc. confermano che (parole testuali) "si trattava di un morto cui avevano dato un po' di vita vegetativa" Rianimazione sospesa dopo 90'
8) Il dottor Guida arrivo tre minuti dolo Pinelli. Disse al dottor Fiorenzano che non poteva fare nulla contro l'irreparabile, ebbe l'aria di scusarsi e se ne ando'.
9) Il dottor Fiorenzano ignorava l'identita' del ferito, che non gli fu detta dai poliziotti. La sua insistenza per conoscerla irrito' molto i poliziotti.
10) I poliziotti ripetevano, tutti con le stesse parole, che si era buttato dalla finestra. Sembra ripetessero una formula."
Anche a Milano serve un 22 marzo
La versione del suicidio risulta tanto piu' incredibile se si considerano le ragioni che avrebbero dovuto spingere Giuseppe Pinelli a uccidersi. Non esistono ragioni soggettive (capo manovratore alle ferrovie, Pinelli era un uomo sano, a posto fisicamente e psicologicamente, con una vita familiare solida, ecc.),ne tantomeno ragioni obbiettive. Il suo alibi e' autentico e lui lo sa. Le minacce e i ricatti ai quali viene sottoposto per i primi due dei tre giorni che passa in questura, dal venerdi' delle bombe al lunedi' successivo, per Pinelli non sono una novita': e' da settembre, dai giorni dello sciopero della fame organizzato in solidarieta' degli anarchici imprigionati per gli attentati del 25 aprile a Milano che gli uomini della squadra politica lo perseguitano, cercano di intimidirlo con lo spettro del licenziamento dalle ferrovie, delle conseguenze che la militanza politica avrebbe provocato alla famiglia. E anche il tentativo finale, mezz'ora prima del "suicidio", di farlo sentire indirettamente coinvolto nella strage col dimostrargli che, come risulta dal suo libretto chilometrico di ferroviere, lui ha compiuto un viaggio a Roma nella notte tra l' 8 e il 9 agosto e che pertanto puo' essere ritenuto uno degli autori degli attentati ai treni, anche questo tentativo non da nessun risultato: Pinelli sa benissimo, come sa la polizia, come sanno tutti, che quelle bombe sono di marca fascista. Eppure il tentativo viene fatto egualmente, come ultimo ricatto per fargli confessare qualcosa., qualche nome, qualche circostanza che alla polizia, al commissario Luigi Calabresi preme molto; cioe' quanto sevirebbe a fare scattare il medesimo meccanismo che a Roma in qwuelle ore si e' gia' chiuso sul gruppo anarchico del 22 Marzo.
L'equivalente milanese del 22 Marzo (inteso come retroterra ambientale, politico e organizzativo nel quale sarebbe maturata la decisione di compiere gli attentati) nelle intenzioni degli inquirenti e' rappresentato da un obbiettivo molto piu' importante; qui non si tratta di quattro ragazzini anarchici, se il colpo riuscisse si arriverebbe a mettere le mani addosso a un personaggi e un'ambiente di primo piano. Il personaggio e' Giangiacomo Feltrinelli editore di sinistra: discutibile sotto molti aspetti agli occhi della intellighentzia marxista,tuttavia per gli avversari, per il sistema, rappresenta uno dei simboli piu' noti della contestazione e della rivolta, con le sue pericolose collane di libri e di opuscoli a buon mercato in cui predica la guerrigliaa e il "creare due, tre molti Vietnam", e si profetizza addirittura, nei giorni caldi del luglio 1969, "la minaccia incombente del colpo di stato all'italiana", ovverosia "le ragioni e modi in cui si tentera' di imporre un regime autoritario in Italia". Per gli avversari, per il sistema, poter dimostrare che Giancarlo Feltrinelli e' un estremista asssassino di fatto, oltre che sui libri, significa non solo spazzare via un pericoloso e incomodo editore di sinistra, ma anche vibrare un duro colpo ai seguaci, non di Feltrinelli, ma dei suoi libri.
Poi Feltrinelli e' un grosso pesce da far cadere nella rete per altri motivi. E' lui, infatti, che ha fornito un alibi ai suoi amici anarchici Giovanni e Eilan Corradini, incarcerati per gli attentati del 25 aprile. Quindi Feltrinelli porta ai Corradini, cosi' come i Corradini portano agli anarchici. E la soluzione dell'equazione a questo punto e' elementare: il "giro" Corradini-Feltrinelli-anarchici e' responsabile delle bombe di aprile come lo e' di quelle bombe di dicembre; o viceversa, come si preferisce.
Gia' il 18 dicembre, durante una conferenza stampa del questore di Milano, il nome di Feltrinelli viene indicato tra i "possibili responsabili". Il 19 viene perquisito il suo studio per ordine del giudice Antonio Amati (lo stesso che in aprile ha mandato in galera gli anarchici), e il motivo ufficiale e' la ricerca di un volantino simile a quello rinvenuto nei pressi della bomba esplosa il I° aprile e che dovrebe trovarsi adesso negli archivi della casa editrice di via Andegari.
Il "Corriere della Sera" riporta in prima pagina la notizia della perquisizione, scrive che il nome di Feltrinelli, sussurrato nei giorni precedenti, entra ora nell'orbita dell'inchiesta, e che la polizia, gia' poche ore dopo la strage di Piazza Fontana, aveva richiesto alla procura l'autorizzazione -negata- a perquisire il suo studio.
Da quel momento i giornali borghesi, con in testa "La Notte" di Pesenti, e quelli della catena del petroliere Monti, scatenano unas campagna di stampa che senza mezzi termini crea la figura dell'editore dinamitardo. Si parla esplicitamente di Feltrinelli come del finanziatore dei gruppi anarchici. Ma Feltrinelli non c'e': e' all'estero gia' da molti giorni, da prima che il Ministero degli Interni ordinasse il ritiro del suo passaporto.
Altri giornalisti, piu' o meno in buona fede, raccolgono e fanno circolare una nuova versione, pericolosa quanto sottile, che viene suggerita direttamente dalla polizia: non si puo dire che Feltrinelli sia il mandante: in realta' e' successo che lui, impulsivo e sprovveduto, aveva organizzato un traffico di esplosivo destinato alla Resistenza greca, esplosivo che che qualcuno e' riusciito invece, con un tranello, a far dirottare verso Piazza Fontana. Tuttavia questa ennesima provocazione, almeno questa, non riesce.
Perche' e' morto Giuseppe Pinelli
Per l'obiettivo di fornire anche a Milano una "organizzazione" equivalente a quella romana del circolo 22 Marzo, Giuseppe Pinelli e' destinato a svolgere un ruolo molto importante durante l'ultimo interrogatorio che si svolge nell'ufficio al quarto piano del commissario aggiunto Luigi Calabresi. Il "giro" Feltrinelli-Corradini-anarchici e' stato prescelto e "il Pino" deve servire a incastrarlo. Se dira' quello che si aspettano da lui, il successo del'operazione e' assicurato. Pinelli sara' un teste credibilissimo per la sua insospettabilita', per il rifiuto della violenza che ha sempre manifestato, perche' e' il personaggio che ci vuole autorevole tra gli anarchici. E percio' il personaggio che ci vuole per realizzare la fase conclusiva della manovra, i cui momenti precedenti sono stati:
1) nel gruppo prescelto si sono tenuti certi discorsi, si e' parlato di armi, di guerriglia, di come opporsi a tentativi di colpo di stato, ecc. (tutti argomenti che ormai vengono trattati anche nei salotti della borghesia progrressista ma non importa: quel che conta, ai fini della complessa manovra e' che tali argomenti siano stati trattati anche in quel gruppo prescelto, perche' cio' e' pregiudiziale
2) nel gruppo si sono infitrati provocatori-informatori che hanno soffiato sul fuoco, hanno estremizzato al massimo il discorso, hanno proposto la necessita' di passare dalla teoria alla pratica, ecc.
2) Nel frattempo sono stati commessi degli attentati la cui firma e' resa simile a quella che avrebbe lasciato tale gruppo se mai li avesse commessi, e per questo l'opinione pubblica e' gia' predisposta ad accetterlo come quello dinamitardo per eccellenza.
A questo punto manca solo l'avallo di Giuseppe Pinelli, "Il Pino" e' ritenuto un emotivo che si puo' facilmente terrorizzare, e un ingenuo che si puo' facilmente ingannare.
L'interrogatorio si svolge secondo questo schema:
1) intimidazione: "il tuo alibi per il pomeriggio del 12 e' caduto";
2) in tentativo di fiaccare la sua resistyenza fisica e psichica (non lo laciano nemmeno dormire, lo tengono costantemente "sotto pressione";
3) il tentativo di impaurirlo facendogli balenare la possibilita' di essere coinvolto tra gli autori della strage.
Ma gli alibi reggono, la resistyenza psico- fisica del Pino anche. Allora la musica deve cambiare, si passa al'interrogatorio pesante, quello coi "rumori di sedie smosse, come una rissa" e gli vengono contestati fatti, nomi, circostanze precise. Ma un' interrogatorio di questo tipo e' una specie di boomerang, per chiedere bisogna per forza dire e il Pino, che ascolta attentamente prima di rispondere, improvvisamente intuisce qualcosa, intuisce che si sta cercando di farlo cadere in una trappola, intuisce anche, grazie proprio a quei nomi e a quelle circostanze che gli stanno contestando, la funzione di provocatore svolta da qualcuno che si e' infiltrato nel gruppo, coglie il legame che interccorre tra il provocatore e qualcuno degli uomini che lo stanno interrogando.
E invece di tacere, invece di guadagnare tempo, emotivamente parla, indignato minaccia, e chiede che certi nomi, certe sue affermazioni vengano messe a verbale.
Fra chi lo interroga, non tutti hanno capito quello che Pinelli ha capito. Ma un paio di persone certamente si. E allora parte, tra i tanti, quel colpo decisivo che fa stramazzare Pinelli sulla sedia, gli fa perdere coscenza. Pinelli sta male (Si chiama in quel momento L'autoambulanza?) Pinelli ha bisogno d'aria. bisogna avvicinarlo alla finestra, appoggiare il suo corpo inanimato alla sbarra di ferro traversale, bassa. Troppo bassa, non trattiene il Pino, il Pino scivola gia' nel vuoto.
Una disgrazia. Un malore prima e la disgrazia poi. Questa al'incirca la versione che uno dei cinque presenti nella piazza (il commissario Luigi Calabresi, i brigadieri Panessa, mucilli, Mainardi, il tenente dei caarabinieri Sabino Lograno) fornira' a un suo superiore. Questa versione, attraverso un lungo giro, giunge a chi sta conducendo questa controinchiesta. E sarebbe credibile, forse, se non vi fosse quella lesione bulbare nel collo di Pinelli. se non vi fosse la sua totale mancanza di riflessi durate la "scivolata" lungo il muro, indizio evidente che non si tratta di un uomo colto da malore ma di un uomo inanimato. Tuttavia credibile, forse, per chi era in quella stanza e non ha saputo distiguere il colpo fatale vibrato sul corpo del Pino, e non ha capito perche' quel colpo e' stato vibrato e perche il Pino doveva cadere dalla finestra.
Esiste un collegamento tra i disinformatori e le istituzioni? Di primo acchito, certi utenti fake come G.E.O., Aleks Falcone(C.I.C.A.P.), Hanmar (Michele Galloni), Francesco Sblendorio(C.I.C.A.P.), Riosaeba alias gg (Pier Luigi Torreggiani), Wasp a.k.a. Lisbeth Salander a.k.a. Leoniero etc. sembrano cani sciolti in vena di scrivere idiozie.
Non è così e lo abbiamo dimostrato. Dietro costoro opera una macchina istituzionaleche li finanzia, li coordina, li protegge. Nel caso di G.E.O., abbiamo visto che egli è sostenuto da un ente pubblico ed abbiamo potuto dimostrare che i massimi livelli dirigenziali sono al corrente del "lavoro" svolto dagli uffici I.N.P.D.A.P., da questo becero individuo. Anche Michele Galloni è parte integrante del sistema che, anziché tutelare i cittadini, istruisce e foraggia personaggi utili a screditare chi cerca di promuovere un’informazione indipendente. Galloni (C.I.C.A.P.) è, infatti, un consulente ambientale e lavora per l'A.R.P.A. Veneto.
Gli esempi sono tantissimi e non ci dilunghiamo oltre, poiché oggi vogliamo dedicare questo articolo a Wasp.
Wasp: il suo blog è uno dei prodotti della disinformazione più urtanti, scurrili e beceri presenti sulla Rete, frutto di una mente malata (anzi... due menti malate).
Nei mesi passati, abbiamo evidenziato come Wasp sia praticamente una "protesi" del "meteorologo" di Sanremo Achille Pennellatore. Il nick Wasp nasce il 13 marzo 2009, in seguito ad alcune nostre circostanziate contestazioni nei confronti del Pelide Achille. Wasp scriveva:
"Ti consiglio di chiedere subito e pubblicamente scusa di queste diffamanti e molto offensive affermazioni. In mancanza passeremo alle vie legali. Un amico di Achille".
Un amico di Achille? O piuttosto il Pennellatore medesimo? Molte tracce, in effetti, portavano al "meteorologo" sanremese indottrinato, come si sa, dai militari, ma col tempo certi indizi inducevano a propendere per un'ipotesi diversa e cioè che davvero Wasp è in stretto contatto con Achille e che, magari, divide con costui, alcuni interessi, interessi che vanno tutelati. Per questo motivo, pur avendo assodato che Wasp non era Pennellatore, in considerazione del fatto che ne tutelava comunque gli interessi (e bisognava ancora capirne il motivo), preferimmo mantenere ugualmente l'associazione Wasp = Pennellatore. Nel frattempo raccoglievamo indizi utili a risalire alla vera identità dello squallido curatore del blog "WASP - il cielo di Sanremo".
Quindi Wasp, il quale usa anche i nickname Lisbeth e Leoniero, chi è? E quali collegamenti intercorrono tra colui che si nasconde dietro queste utenze fake, l'"esperto meteo" Pennellatore e l'amministrazione comunale di Sanremo?
Nel mese di agosto 2009, fu avanzata istanza alla Polizia postale per l'identificazione della persona che si nasconde dietro il nick "Wasp", ma, come prevedibile, la magistratura non ha mosso un dito e, molto probabilmente, come spesso accade in questa repubblica delle banane, l’incartamento relativo al procedimento richiesto per violazione della legge sulla protezione su dati personali, diffamazione, minacce etc., è stato occultato sotto una pila di fascicoli e quindi fatto sparire. Le cancellerie sono sovente avvezze a questi insabbiamenti.
Per quale motivo più reati di violazione della legge sulla protezione dei dati personali, minacce, diffamazioni su un blog, vengono completamente ignorati dalla magistratura? Per quale motivo la Polizia postale, che interviene in tantissimi casi meno gravi con l'oscuramento del sito, non ha praticamente agito? Per quale motivo il magistrato non ha nemmeno, come la legge impone, comunicato l'eventuale archiviazione della denuncia nei confronti di ignoti da identificare e perseguire?
Si comincia a disegnare un quadro ben chiaro nel momento in cui si raccolgono degli indizi che portano ad una persona che, guarda caso, ha lavorato con Achille Pennellatore per la stesura di un libro: "Polvere di STEL". Il libercolo, patrocinato dal Comune di Sanremo, scorre, per mezzo di foto e descrizioni, la storia della STEL e del servizio pubblico nella provincia di Imperia. "Polvere di STEL", edito dalla «Nuova Editrice Genovese», viene scritto a cinque mani. Gli autori sono i seguenti: Achille Pennellatore (ha curato la storia dell’Azienda e ha intervistato i dipendenti); Piero Anfossi ed Enrico Nigrelli (si sono dedicati alla storia del tram e del filobus con descrizioni tecniche minuziose); Corrado Bozzano (ha illustrato le utilissime autolinee che collegavano Sanremo con il suo entroterra); Stefano Alfano (ha curato la sezione degli indispensabili impianti elettrici).
Cominciate a capire?
Ma chi è Wasp tra costoro? Purtroppo per lui, Wasp, come i suoi predecessori identificati, ha commesso alcuni errori, in questi mesi. Il primo, fatale, è stato quello di fotografare il cielo di Arma di Taggia dal suo terrazzo di casa, durante un giorno di pioggia. Ancora... osservando i particolari più in là, si nota la ciclabile che, di recente, ha sostituito i binari della ferrovia, spostata a monte. Basandoci su questa fotografia, abbiamo svolto una piccola ricerca ed abbiamo identificato quasi subito la palazzina (si vede sullo sfondo a destra) che mostrava quei caratteristici ed unici terrazzi con i balaustri e le tende a strisce verticali. Nella foto appare uno stenditoio, che poi è stato facilmente riconosciuto nel terrazzo della villetta a due piani immediatamente posta di fronte alla palazzina con i caratteristici poggioli postmoderni.
A questo punto l'abitazione di Wasp era stata localizzata. Serviva ora collegare la villa ad un nome, incrociando i dati raccolti con altre ricerche di vario tipo e livello.
Il secondo errore di Wasp e che rappresenta la prova definitiva, consiste nell'aver fotografato più modellini di pullman e filobus, sempre dal suo terrazzino e mostrati su diversi forum con nome, cognome, indirizzo dell'abitazione, email e numero del cellulare. Sullo sfondo si possono sempre osservare gli stessi dettagli dell'edificio descritto sopra.
Un pullman in miniatura? E per quale motivo? Semplice! Wasp produce e vende modellini di mezzi pubblici da trasporto, appunto. Egli è intestatario della "N3C MODELLI di Enrico Nigrelli" - Produzione di modelli in scala 1:87 veicoli di trasporto pubblico, venduti dai 120 ai 160 euro l’uno. Ecco chi è Wasp: un autista d'autobus che, scrive lui, per motivi familiari, si trasferisce da Milano a Sanremo nel 2006 (caso vuole, l'anno in cui nasce il blog Tanker Enemy). Al momento Nigrelli conduce i mezzi dell'azienda di trasporti nel percorso Piazza Colombo-Solaro e gestisce (da qui la sua mania di eseguire raffazzonati fotomontaggi) una tipografia.
Il collegamento con Achille Pennellatore e con il Comune di Sanremo è ben palesato dalla stesura del libro "Polvere di STEL", pubblicato con il patrocinio proprio dall'amministrazione matuziana! Si comprende bene l'orientamento del suo blog spazzatura, nel quale Nigrelli scrive:
"Ci tengo a precisare che io voglio far vedere il cielo di Sanremo, in tutta onestà, come effettivamente è: non come io vorrei che fosse o come quegli "scellerati" del terrazzino ce lo descrivono; per questo mi sto impegnando a fare post tutti i giorni: per non essere accusato di falsità, come dire: oggi c'erano le scie e Wasp non ha fatto le foto... Da quando è nato questo blog ho fatto foto cercando apposta di prendere le situazioni climatiche peggiori nel senso di fotografare le nuvole, bianche o scure che fossero; tutte le scie di condensa che sono riuscito a beccare, insomma il peggio accaduto. Sarebbe stato molto facile fare foto senza nuvole e senza scie ma non era questo il mio scopo, anzi!
Rosario e Antonio Marcianò. Questi due IGNOBILI abitanti a Sanremo meritano di essere cacciati dalla città con foglio di via obbligatorio e divieto di ritornarci! Li addito al pubblico ludibrio".
Comprendiamo quindi l'assoluta indisponibilità del Comune di Sanremo nel fornire una sala (sempre concessa gratuitamente a tutti) agli scriventi. Certo! Sarebbe schizofrenico e non coerente cooperare con le attività di un diffamatore di professione (Nigrelli) e nel contempo permettere lo svolgimento di una conferenza proprio su quell'argomento tanto odiato e che si mira a nascondere attraverso l’ingiuria: le scie chimiche.
Evidentemente gli interessi da tutelare sul mercato del turismo a Sanremo, non sono solo del dozzinale Enrico Nigrelli alias Wasp/Leoniero, ma anche di tutta l'amministrazione pubblica sanremese, la quale cerca di garantirsi in questo modo le entrate derivanti dai gonzi che hanno ancora il coraggio di visitare Sanremo, nonostante la sporcizia, il traffico caotico ed il "microclima" devastato dalle attività di aerosol clandestine per i più, ma non per il Comune ed il suo meteorologo di punta: Achille Pennellatore.
Appare, infatti, evidente che un signor nessuno, autista di pullman, non può essere così il solo interessato nel nascondere le attività di aerosol clandestine su Sanremo ed è chiarissimo che i dirigenti dell'amministrazione matuziana sono i primi ad avere un tornaconto nel coprire le sperimentazioni in atmosfera e nel contempo oltraggiare e screditare mio fratello, il sottoscritto ed il comitato che rappresentiamo. Se così non fosse, la magistratura avrebbe agito come la legge prevede ed invece ciò non è accaduto. Sappiamo bene come la magistratura sia organica al sistema. Il caso Forleo è esemplare. Se opera un Giudice onesto, prima i suoi genitori muoiono in circostanze sospette e poi, se il magistrato non capisce l'antifona, viene indotto al silenzio con il discredito e la diffamazione. Il metodo è sempre quello.
Così, come indica Cass R. Sunstein (Amministrazione Obama), il discredito nei confronti degli oppositori del sistema precostituito, per mezzo di agenti distribuiti sulla Rete, è l'arma preferibile per l'establishment e da adottare con entusiasmo e convinzione da governi, amministratori pubblici ed istituzioni.
Nigrelli, però, non è il solo a gestire il suo blog discarica. Con lui collabora la moglie, Daniela Selvini, che si firma Lisbeth, insegnante nelle scuole medie ed emula del consorte nell'insultare quotidianamente chiunque le arrivi sotto tiro; con lui sempre attiva e partecipe nelle scorribande sulla Rete. Insomma, due persone insospettabili che occupano gran parte del loro tempo libero per aggredire verbalmente, insultare, offendere, minacciare chiunque intenda occuparsi seriamente di scie chimiche e problemi connessi. Molti attivisti ed utenti di You-Tube saranno lieti di sapere chi si nasconde dietro le utenze di Wasp e Lisbeth. Forse i due sono entrati troppo nella parte e non si sono resi conto che non esiste il delitto perfetto. Non è sufficiente godere di protezioni in alto loco per non essere identificati. Non hanno quindi valutato il rischio di perdere la reputazione tra conoscenti ed amici che nulla sanno di quella esistenza nascosta, dietro una facciata di rispettabilità borghese.
Noi ed alcuni amici, che qui ringraziamo, abbiamo svolto il compito che le autorità preposte non hanno voluto adempiere. Dubitiamo, infatti, che non ne avessero le competenze ed i mezzi. Forse le istituzioni alle quali ci siamo rivolti, chiedendo di identificare e perseguire Wasp, pensavano di farla franca? Abbiamo dimostrato che non conviene mettersi contro i cittadini onesti, quei cittadini che le istituzioni non tutelano, ma contro i quali sono sguinzagliate mute di cani famelici. Queste istituzioni non sono un buon esempio: benché esse esigano il rispetto delle leggi, sono le prime ad infrangerle.
La vicenda di Enrico Nigrelli e Daniela Selvini, alias Wasp/Leoniero e Lisbeth, serva da insegnamento. Il delitto non paga. Mai!
La storia della scienza insegna che i maggiori progressi nel dominio scientifico sono stati raggiunti da pensatori che percepirono approcci nuovi e fruttuosi che altri non riuscirono a notare. Se qualcuno avesse avuto le idee di questi geni scientifici, che sono stati i promotori della scienza moderna, e le avesse presentate alle commissioni di specialisti, non c'è dubbio, queste ultime avrebbero considerato loro stravaganti e sarebbero stati scartati a causa della loro originalità e profondità. Di fatto, le battaglie condotte, ad esempio da Fresnel e da Pasteur, bastano a dimostrare che alcuni di questi pionieri subirono una mancanza di comprensione da parte di eminenti studiosi, contro i quali dovettero lottare con vigore prima di poter emergere come vincitori.
Più recentemente, nel dominio della fisica teorica, di cui posso parlare con conoscenza, anche le magnifiche nuove concezioni di Lorentz Planck e in particolarmente di Einstein , dovettero scontrarsi con l'incomprensione di eminenti scienziati. Le nuove idee qui ha trionfato; ma, in proporzione all'incremento della rigidità da parte delle organizzazioni di ricerca, aumenta il pericolo che non sia possibile che nuove e fruttuose idee possano essere sviluppate liberamente.
Dobbiamo affermare in poche parole la conclusione da trarre da quanto precede. Mentre, a causa della pesantezza dei condizionamenti finanziari, ricerca ed insegnamento sono svilite da strutture amministrative, preoccupazioni economiche e da una pesante armatura di regole severe e pianificazione, diventa indispensabile più che mai preservare la libertà di ricerca scientifica e la libertà di iniziativa per i ricercatori indipendenti, perché queste libertà sono sempre state e rimarranno sempre le fonti più fertili per il grande progresso della scienza.
Premio Nobel Louis de Broglie, April 25, 1978
L'archivio elettronico arXiv.org, fondato nel 1991 presso Los Alamos National Laboratories e finanziato dalla National Science Foundation, è stato creato come strumento per gli scienziati allo scopo di permettere loro di diffondere rapidamente nuove scoperte e relativi sviluppi teorici alla comunità scientifica mondiale. Il suo intento originale doveva essere un forum aperto per documenti creati da fisici certificati, vale a dire coloro che avevano sempre documenti approvati per la pubblicazione in riviste. Nel tempo il criterio per l'approvazione dei documenti presentati all'archivio è diventato più complicato e restrittivo.
Attualmente ospitato alla Cornell University sotto la direzione del fisico Paul Ginsparg, esso blocca alcuni fisici dall'inviare i loro documenti a questo archivio. Gli amministratori arXiv mantengono un elenco di fisici che è stato inserito in una lista nera o emarginato/ostracizzato, in modo che qualsiasi documento essi tentino di presentare venga sistematicamente rifiutato, indipendentemente dal suo contenuto scientifico.
Solitamente questi documenti bloccati sono già stati accettati per la pubblicazione in rispettabili riviste scientifiche o in altri casi sono sottoposti a revisione per la pubblicazione, che indica che questi documenti sono seri. L'elenco degli scienziati soppressi include anche dei premi Nobel! Una caratteristica che questi fisici ostracizzati condividono è che hanno scritto o pubblicato documenti in passato e che propongono nuove idee che sfidano i dogmi tradizionali della fisica. In altri casi i lavori sono pubblicati solo nell'interesse della cricca politica che amministra l'archivio.
Il mondo sta vivendo problemi seri come la crescita esponenziale della popolazione, l'inquinamento ambientale, l'imminente penuria di energia, la proliferazione nucleare e cambiamento climatico. Non possiamo permetterci di sopprimere le opere di quelle menti determinanti, le cui nuove idee potrebbero rivoluzionare il modo che abbiamo interagire con il mondo. Cosa succede se un libro descrive la scoperta di una nuova fonte di energia che potrebbe aiutare ad per alleviare la crisi energetica prossimi? Oppure, cosa accade se un libro ha portato alla luce un serio rischio ambientale che, se inascoltato, comporterebbe una perdita sostanziale di vita. E, cosa accade se i moderatori arXiv.org censurano uno studio importante a causa di un possibile antipatia personale nei confronti del suo autore o perché in conflitto con una teoria che essi prediligono personalmente? La società civile non può certo permettersi un simile comportamento.
Nel mondo odierno, mutevole e veloce, non è sufficiente solo pubblicare le proprie idee in riviste scientifiche, un processo che si può trascinare per mesi, per anni fino a quando arriva l'approvazione per la pubblicazione. Una comunicazione rapida di tutte le nuove idee plausibili per la comunità accademica attraverso un archivio internet facilmente accessibile è essenziale per il progresso della scienza.
Lo scopo di questo sito è per informare il pubblico sulle attività blocco condotti dalla Cornell sponsorizzato arXiv.org gli amministratori e per mettere in relazione le storie di questi scienziati che sono stati censurati e/o lista nera. Archivefreedom auspica che questa pratica sia arrestata immediatamente e che tutti gli scienziati possano accedere senza censure a questo archivio per inviare i propri documenti tecnici. Chiediamo rispettosamente gli amministratori alla Cornell University, custode delle conoscenze del mondo della fisica, di onorare i contributi di tutti gli scienziati seri.
Per finire, un link alla pagina con alcuni casi di ostracizzazione. Buona lettura.
LA DOTTRINA DELLO SHOCK APPLICATA ALLA SPAGNA
-
* *
*L'ascesa e il dominio del neoliberismo*
*Di Jesús Sánchez Rodríguez*
Alcune delle peggiori ipotesi che certe analisi di esperti hanno elaborato
sullo...
La psichiatria e il suo incapace - Giorgio Antonucci
-
Estratto dal Libro bianco Sotto il nome d'incapace di Mauro Mellini e altri,
prima edizione Spirali/Vel 1989, pp. 254-256.
Qualche anno fa, mi è accaduto ...
La mia candidatura per un voto informato
-
Ebbene sì, sento che è venuto il momento di agire. Ho scelto di mettermi
alla prova e di accettare la candidatura alle elezioni regionali lombarde
con l’Id...
In edicola il numero 16 di X Times
-
E' in edicola dal 9 febbraio il numero 16 della rivista "X Times". Vorrei segnalare, tra i vari articoli della pubblicazione, due studi molto attuali, ossia ...
Fulmini fatali
-
"Eleventh hour" ("L'undicesima ora") è una serie investigativa inerente a
temi medici e scientifici. Prodotta dalla C.B.S., rivisitazione dell'omonima
min...
A proposito di ripresa
-
(cliccare sul grafico per ingrandire)La famosa ripresa dell'economia..senza
posti di lavoro. Per la prima volta dalla Grande Depressione, nessuna
crescita ...
H.A.A.R.P. en acción en Australia?
-
Publicó un breve artículo de Colin Andrews que informó de algunas anomalías
detectadas por las estaciones de radar en Australia. Andrews, considera que
el ...
Il World Political Forum
-
http://www.theworldpoliticalforum.net>
Il World Political Forum è un think tank globalista fondato dal *Premio
Nobel Mikhail Gorbachev* nel 2003.
Dal s...
New York Skywatch February 7, 2010
-
Check out this metal test video in Connecticut. Geez, does anyone know what
type of metal test device he is using? As the New York City area is being
bomb...
Scie chimiche ed invisibilità
-
In un eccellente articolo, intitolato *Presenze invisibili*, Umberto
Visani, focalizza l'attenzione sugli *orbs* e sulle sfere di luce, ampliando
il disco...
PASSO E CHIUDO
-
Questo è il mio ultimo post.
Ho scritto tanto, ragione o torto non so chi ce l'abbia in questi argomenti,
ho ancora dubbi da una parte e dall'altra.
Ci ho m...
Messe nere e pedofilia
-
Leggi: "Indagare la pedofilia esoterica" (articolo di Fabio Piselli)
Nel corso degli anni mi è capitato di studiare questo settore della nostra
socie...
Rassegna stampa dissidente - settimana #13
-
[image: Duffy's G.Reader]
Nuovo video di R con la sua rassegna stampa settimanale. Ecco inoltre il link
alla playlist che include la rassegna stampa dell...
Lleida, 29-01-2010 Mare de Deu…QUINA MACRO-FUMIGADA!
-
Lleida, divendres 29 de gener de 2010. FUMIGACIÓ NIVELL 3 MÀXIMA BRUTALITAT
LA FUMIGACIÓ MÉS BRUTAL DEL MES DE GENER DE 2010 Mil·lers de ciutadans i
ciutad...
Class action contro Luca Zaia SUBITO!
-
Non ci sono parole per descrivere il delirio del Ministro Zaia. Tutti i
ristoratori, i consorzi agricoli e lo Slow Food Italia sono autorizzati a
chiedere ...
Geo-ingegnerizzazione
-
***Uno scudo artificiale di aerosol per bloccare il global warming*
estratto dal sito Le Scienze
*
Potrebbe essere uno strumento da affiancare al taglio del...
Scuola di satanismo per bambini
-
“La vilaine Lulu” è un libro per bambini scritto da Yves Saint Laurent e pubblicato in Francia.Di seguito segnalo un video che mostra alcune pagine di questo...
UFO: un 2009 da record!
-
Nel 2009 il controverso fenomeno UFO è stato al centro di numerosi dibattiti
in Italia come in altre nazioni. Non che negli anni precedenti la cosa
destass...
Lettera a Mercalli, Onorato e Delitala
-
Pubblichiamo la lettera che il meteorologo Dottor Domenico Azzone (1° M.llo
Domenico Azzone - Esperto Meteo Aeronautica militare) ha inviato agli egregi
L...
Il Punto sul WTC7
-
Uno dei fattori che ha contribuito a rendere ancora più ermetici i rapporti
sugli eventi del 9/11 risiede nella scarsa profondità con cui alcune
cronologie...
INDICE PAGINE E ARTICOLI DEL BLOG
-
Nonostante abbia migrato il blog su diversi siti di free-hosting come
AlterVista, continuerò a mantenere questo blog su piattaforma Blogspot al
fine di in...